Bellissima serata Lunedi' 26 settembre a Caserta, con Mons. Nogaro e il Pastore Traettino! l'impeccabile Lucio Baglio, Responsabile SAE Napoli, ha gestito le emozioni che, difficilmente, sono state trattenute. Fantastico sentire i ragionamenti fondersi in un percorso Unico! ecco un estratto dei due interventi!

Pastore Raffaele Traettino, Chiesa della Riconciliazione, Caserta

Atti degli Apostoli cap. 10

Svilupperò la mia riflessione, avendo presenti tre eventi, tre "pentecost", tre date salienti nella mia esperienza esistenziale.
Nel primo evento, quello raccontato nel capitolo 10 degli Atti degli Apostoli, cosa ho notato?
a. si tratta della storia di una "conversione cruciale", quella del centurione Cornelio, raccontata - fatto in sé significativo - subito dopo la conversione di Paolo ( cap. 9), e che divide l'intero libro degli Atti in due parti: il vangelo annunciato ad Israele; il vangelo annunciato ai pagani.
b. Dio prepara i cambi della storia ( mentali e culturali) con delle “irruzioni” “visitazioni” speciali. Giovanni XXIII diceva: “a colpi di Spirito Santo"! Per preparare e introdurre le "svolte" che partoriscono le grandi novità. Questa "svolta" avrebbe avviato - non senza traumi per la chiesa nascente - una rivoluzione nella comprensione del disegno di Dio, sia per lil popolo di Israele che per l'umanità! Dunque, per "accompagnare" la svolta, Dio interviene direttamente, in modo soprannaturale. Prima con Cornelio; il giorno dopo con Pietro. Quello che mi piace chiamare "l'Angelo della promessa" visita prima il centurione Cornelio ( assunto qui come "tipo" di tutta l'umanità "altra" da Israele, verso la quale è ormai rivolto il vangelo. poi Pietro. "Alzati Pietro; ammazza e mangia". Ma Pietro rispose; No assolutamente, Signore, perchè io non ho mai mangiato nulla di impuro e di contaminato". E la voce parlò una seconda volta: "Le cose che Dio ha purificato, non farle tu impure". E' il superamento/apertura definitivi della "frontiera" attraverso la quale, dopo Cornelio; tutti quanti noi saremmo passati! Nella mente e nel cuore di Pietro è in corso una rivoluzione che avrebbe prodotto un cambiamento radicale nella sua teologia, nei suoi "paradigmi" mentali. Un cambio radicale di ecclesiologia, diremmo oggi. E tutto questo, per la spinta, l'accelerazione impressa dalla "visitazione" dello Spirito Santo!
c. La conferma del "battesimo nello Spirito Santo". Ma il turbamento "scatenato" dalla visione e dalle "parole" ricevute, in Pietro deve essere aiutato..2Mentre Pietro stava ripensando alla visione, lo Spirito gli disse: "Ecco tre uomini che ti cercano. Alzati dunque, scendi e va' con loro, senza fartene scrupolo, perchè li ho mandati io" (19-20). Segue la visita alla casa di Cornelio e il loro dialogo. "Voi sapete come non sia lecito a un giudeo di avere relazioni con uno straniero e di entrare in casa sua", ma Dio mi ha mostrato che "nessun uomo deve essere ritenuto impuro o contaminato". (28). E "Allora Pietro, cominciando a parlare, disse: "In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali; ma che in qualunque nazione, chi lo teme e opera giustamente gli è gradito". (34) Questa è la parola che Egli ha diretta ai figli di Israele, "portando il lieto messaggio di pace per mezzo di Gesù Cristo. Egli è il Signore di tutti" (36). Segue la "proposta" della salvezza e l'annuncio per cui "... chiunque crede in Lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome" (43). Infine, a suggello divino della caduta finale del "muro di separazione", della grande novità spirituale - come per una nuova Pentecoste - "il battesimo nello Spirito Santo" (44-46). Allora essi lo pregarono di rimanere alcuni giorni con loro.
d. un inizio pieno di conseguenze. Il concilio di Gerusalemme porterà l'eco di questo evento e sarà lo snodo teologico attraverso il quale passerà la presa di coscienza definitiva della portata universale, "cattplica", dell'opera della salvezza e del messaggio cristiano, Nel corso della discussione tra quanti vogliono ridurre la portata del vangelo ai soli giudei - il "partito di Giacomo" -, i giudei- cristiani- e quanti, come Paolo in particolare, operano già con la comprensione dell'orizzonte allargato a tutta l'umanità (....), Pietro si alzerà, pensando alla Pentecoste di Cornelio, e dirà: "Fratelli, voi sapete che all'inizio Dio scelse tra voi me, affinchè dalla mia bocca gli stranieri udissero la Parola del vangelo e credessero. E Dio, che conosce i cuori, rese testimonianza in loro favore, dando lo Spirito Santo a loro, come a noi; e non fece alcuna discriminaszione fra noi e loro, purificando i loro cuori mediante la fede. Ordunque, perchè tentate Dio, mettendo sul collo dei discepoli un giogo che nè i padri nostri nè noi siamoin grado di portare? Ma noi crediamo che siamo salvati mediante la grazia del Signore Gesù allo stesso modo di loro ".( Atti 15, 7-11). Si tratta dunque di un inizio pieno di conseguenze.

Per il secondo “evento” ho presente una mia esperienza personale.
Preparazione. Invito di Matteo Calisi, un leader carismatico, per la celebrazione del 25° anniversario dell'inizio del Rinnovamento carismatico. Mi riservai di consultare i fratelli e di pregare. Mentrew ero in preghiera, una visione: “Mi trovavo in una stanza buia.... sI apriva una porta....dalla quale usciva una gran luce.... e una voce - pensai fosse il Signore – che mi invitava ad entrare... “. Dopo avere consultato i miei fratelli, decisi di accettare e mi recai alla Pentecoste di Bari...
a. Pentecoste '92, a Bari. La vigilia di Pentecoste, a Bari, Dio mi incontrò ancora, nella stanza di albergo in cui ero ospitato: “Domani laverai i piedi a uno dei responsabili del Rinnovamento carismatico!”. Signore – risposi- non è possibile! Cosa significa? Cosa capiranno i cattolici e come la prenderanno i miei fratelli evangelici? “Tu lo sai, Signore, che non è lecito a un evangelico conservatore nel nostro paese associarsi ai cattolici (cfr Atti 10,28), e che già solo la mia visita sarà oggetto di discussione e causa di confusione. Ora mi chiedi perfino di andare a lavare loro i piedi?! “Sono io che te lo chiedo, figlio mio!” Mi disse allora il Signore. Cercai di resistere al Signorew, ma Egli mi avvolse della Sua presenza e della Sua forza di convinzione, e mi espugnò. Mi vinse ed io mi lasciai vincere. “Tu sei il mio servo, ama col mio cuore... riconosci la mia azione nella loro vita: la nuova nascita, il battesimo nello Spirito Santo...” Quando andai alla parola, lessi: “Chi ama suo fratello rimane nella luce e non c'è nulla in lui che lo faccia inciampare” (II Gv 2,10). La guarigione, una guarigione profonda era all'opera nella mia anima e nel mio spirito.Lo Spirito di Dio mi stava toccando, guarendo, illuminando. Il mio cuore era intensamente riscaldato dentro di me ed ero avvolto dal senso tangibile della presenza di Dio. “In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali; ma che in qualunque nazione ( ed io pensai. quanto più se è una denominazione cristiana!), chi lo teme e opera giustamente gli è gradito” (Atti 10, 34-35).
Quando fui davanti alla folla variopinta dello stadio san Nicola, in quel pomeriggio assolato del giorno di Pentecoste del '92, lo Spirito di Dio scese sopra di me. “La Pentecoste è frontiera. Lo Spirito Santo è Spirito di frontiera. Il movimento pentecostale, evangelico e cattolico, è alle sue radici e nella sua natura più profonda, movimento di frontiera, movimento per l'unità...” La folla era ora in piedi ed acclamava Gesù Signore e Re della vita personale e della Chiesa.
Le mie mani lavavano ora i piedi di frate Antonio. Le lacrime mi riempivano gli occhi attoniti, mentre avvertivo il calore delle braccia del mio fratello intorno alle mie spalle e il suo volto poggiato sul mio capo. Piangeva.... come piangeva! Fu un attimo lunghissimo. Ci trovavamo abbracciati, intensamente uniti nel cuore. La folla magnificava Dio nello Spirito e Lo lodava applaudendo! Con tutto il cuore l'adorava. Fu un appuntamento divino. Eravamo entrati per la porta che lo Spirito aveva aperto. La sua presenza tangibile e l'opera profonda di guarigione operata in tutti noi furono chiaro segno sdella Sua approvazione. E ricordai: “Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato anche a noi che abbiamo creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io da potermi opporre a Dio? (Atti 11,17).
b. Nell'autunno del '92 a Terlizzi, ospiti di una casa francescana.
La formazione della Consultazione Carismatica Italiana (1992-2002)
Mentre adoravamo, una visione. “Apparvero davanti ai miei occhi due campi separati da filo spinato, c'era filo spinato dall'una e dall'altra parte.Tra questi due fili spinati c'era un sentiero, su questo sentiero c'era un uomo che camminava e ogni tanto gli abiti venivano strappati dalle spine del filo spinato e usciva sangue, a volte, anche brandelli di carne saltavano. E l'eco interna nel cuore ... come se anche pezzi di cuore saltassero, la via dolorosa nella quale quest'uomo camminava. Poi questo sentiero andava avanti, e in fondo ... Lì in fondo c'era una croce. Oltre la croce, una grande luce... Lì terminava il filo spinato e oltre i due campi e la croce un unico campo”.
C. Rimini '96-Richiesta di perdono e bacio dei piedi dei leaders del Movimento Carismatico.
Seguirà un periodo di silenzio, sia da parte evangelica che cattolica. Ricordo la Dominus Jesus, in particolare! Poi – in continuità con l'azione e le relazioni avviate dal CCI – a Buenos Aires, con il pieno supporto del cardinale Bergoglio, nasce il CRECES (Comunione Rinnovata di Evangelici e Cattolici nello Spirito Santo), a cui va il merito di avere organizzato l'incontro storico del 2006 al Luna Park di Buenos Aires. Con Matteo Calisi e Julia Torres, sono presenti padre Raniero Cantalamessa, quattro tra i pastori maggiori del mondo evangelico argentino, Marcos Witt e – in modo del tutto speciale – il cardinale Bergoglio.

Per il terzo evento ricorderò la visita di papa Francesco a Caserta.
(quella a cui mi piace pensare come la “pentecoste” di Caserta del 28 luglio 2014)
Il cardinale Bergoglio, all'indomani della sua sorprendente elezione a papa, mi inviterà a visitarlo.Seguiranno altri incontri nei quali potemmo ragionare dei rapporti tra pentecostali e cattolici, soprattutto in Italia, e preparare il terreno che lo avrebbe portato a chidere perdono ai pentecostali, a visitare la nostra città, la nostra casa e la nostra comunità. Nella mia Introduzione al libro di Nogaro e Tanzanella “Francesco e i Pentecostali”, commentando in particolare l'eco all'episodio di Cornelio, presente nel testo di Nogaro, ho scritto: “Come Pietro, Francesco, interrompendo un costume consolidato, si muove con libertà e coraggio verso la casa dell'uomo timorato di Dio, anche se “diverso”. Come Pietro, egli guarda al “sigillo” della presenza e dell'azione dello Spirito Santo per l'esplorazione e la conferma (dove soffia) della volontà di Dio. Come lui, è pronto a muoversi sulla frontiera e alla periferia di una Chiesa in uscita, desideroso sempre di allargarne i confini ... Una Chiesa, certo creatura della Parola e dello Spirito, ma come uno “spazio” sempre più ampio, in cui discernere e costruire “l'unità nella diversità” della Chiesa di Cristo; la koinonìa dei cristiani intorno all'unico Signore Gesù Cristo: una “rivoluzione”, una novità assoluta rispetto a buona parte della dottrina e della prassi tradizionale ... Ne consegue, nel clima inaugurato dalla “globalizzazione”, una concezione della Chiesa sempre più compiutamente “cattolica” (universale). E al centro di tutto “il vangelo intatto e infallibile”, la “persona di Cristo”. E continuando: “La grande novità di papa Francesco è dunque quella di sentire chiaramente che al centro di tutto c'è la persona di Cristo. Non la chiesa, non la dottrina, non la religione”. Quello che conta è Gesù! Gesù è “più grande del tempio”, “il Figlio dell'uomo è Signore del Sabato” … Anzi! Gesù stesso è il tempio! Gesù stesso è il Sabato... L'unica vera religione è la fede in Gesù Cristo! Egli è il Salvatore di tutte le genti! Al centro di tutto c'è Cristo! “La chiesa ha come unico scopo presentare Cristo e agire come Gesù”. Egli è il Signore! Alla gloria di Dio Padre!

 

S.E. Raffaele Nogaro

Atti degli Apostoli 10,10 (Gesù è il Signore di tutti)
Il capitolo X degli Atti degli Apostoli è qualcosa di straordinario per tutti. Suo momento centrale è l'affermazione: "Gesù Cristo è il Signore di tutti": al di là di tutte le religioni, le Chiese, le culture. L'espressione di questa grande verità di vita ci illumina, ci restituisce serenità e ci infonde il coraggio di andare avanti, perchè abbiamo la certezza interiore di potere affrontare e superare ogni ostacolo. Questo principio è ben chiarito dallo sviluppo dell'intero brano. Innanzitutto noi troviamo un Dio che fa memoria delle nostre buone opere, come uomini e come donne; si ricorda di ciò che facciamo di bene: le nostre preghiere, le nostre elemosine, il nostro essere buoni con tutti. Anche se sei un pagano, un ateo, perchè Dio fa memoria della tua retta intenzione, del tuo buon volere. (..) Al centurione Cornelio, il Signore si presenta come si è presentato alla Madonna, con tale confidenza, con tale empatìa, per cui l'altro lo riconosce subito, anche se l'altro non ha mai avuto rapporto diretto con Lui, non ha mai ascoltato il messaggio cristiano. (...) Poi interviene Pietro, il primo convertito, l'amante di Cristo, colui al quale il Signore ha affidato il compito di pascere tutte le Sue pecorelle ( pascere, che non è giudicare e nemmeno insegnare e tanto meno condannare), che ha una rivelazione grandiosa in preghiera: una grande tovaglia con tutti gli animali: quadrupedi di ogni specie, rettili, uccelli. La voce dall'alto gli dice: "prendi e mangia". "No, Signore - risponde Pietro -, io nella mia vita non ho mai toccato qualcosa di PROFANO e IMPURO". La tovaglia sale e riscende e l'invito si ripete ancora due volte. Pietro è ancora legato alla tradizione dei presbiteri del suo tempio! Tuttavia, dopo il terzo invito, l'apostolo constata, andando da Cornelio, che Dio gli ha fatto comprendere che nessun uomo è impuro, profano.

Voi qui trovate la rivelazione dell'IMMACOLATA CONCEZIONE di ogni uomo e di ogni donna della terra, di tutta l'umanità. Io personalmente credo che, con l'incarnazione di Cristo, tutti nascono innocenti! C'è poi la deformazione della nostra storia, per cui noi, dinanzi a tanto male, accusiamo Dio che non c'è o che è cattivo, perchè non interviene. Ma rendiamoci conto che Dio ci ha fatto liberi, come sè; e noi, invece di usare la libertà correttamente, per amare il nostro prossimo e dare la vita a beneficio dei nostri fratelli, organizziamo tutti i dispetti possibili nei loro confronti. Il male lo creiamo con il nostro egoismo! (..) Dio dice a Pietro, dopo avergli fatto questa rivelazione, di andare da Cornelio, anche se è pagano; e Pietro va, con tanta umiltà! E quando si trova sulla porta, dice:"Voi sapete che non è lecito per noi giudei avere a che fare con gli stranieri; ma Dio mi ha insegnato che nessuno è profano, nessuno è impuro.Tu sei come me, meglio di me. Io sono venuto a dirti solo chi è questo Dio che ti ritiene migliore addirittura di tutti i suoi apostoli. E quando Pietro entra, Cornelio si butta a terra in ginocchio, in venerazione, Ma Pietro scandalizzato gli dice: "Alzati, su, non sono un gerarca, un vescovo, un papa. Io sono come te!" E Cornelio si alza e gli dice che lui, i suoi parenti e i suoi ospiti sono riuniti per ascoltarlo. Allora Pietro, commosso, dice: "In verità, in verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze tra le persone e che ogni timorato di Dio, che opera la giustizia, a qualsiasi popolo appartenga, è ben accetto a Dio. Tutti uguali davanti al Signore!". La nostra UMANITA' è GRAZIA. Comunue ci si comporti . Perchè un uomo può anche essere perverso ( quanto male si fa in nome di una convinzione, di una ideologia), ma anche se è perverso, ha la possibilità di convertirsi. L'UOMO è CONVERSIONE. Egli ha la possibilità di rispondere alla sua coscienza, che grida contro l'azione cattiva e pretende l'atteggiamento benevolo verso i fratelli. Con l'affermazione di Pietro possiamo constatare che Dio si rivolge alla coscienza degli uomini. Il Signore è misericordioso, Cristo Gesù - che è Signore non perchè voglia comandare o essere l'Altissimo, ma perchè si è incarnato, si è fatto carne e sangue di ognuno di noi ed ha così perdonato tutti i nostri peccati - ha reso bambino ogni uomo e ogni donna. Ri - nasciamo perchè Gesù, Signore di tutti, non ha paura del nostro oltraggio, della nostra bestemmia, del nostro cuore cattivo; Egli vuole che tutti diventiamo buoni. Perdona i nostri peccati. Occorre, però, la nostra conversione. Solo Lui dona la pace, e la vera pace è quella interiore. Pace vuole dire AMORE, portare comprensione, compassione, misericordia, benevolenza a chi ne ha bisogno. In quel momento, Pietro, nel fare questa affermazione, si accorge che lo Spirito Santo scende non solo su Cornelio, ma anche sui suoi familiari, sugli amici che aveva chiamato. E dice: "Se lo Spirito Santo è già sceso, è giusto che io faccia subito il segno del battesimo!" E' meraviglioso. Lo Spirito Santo scende su di noi senza misura, su ogni carne . E allora Pietro, dinanzi ai preti giudaizzanti, scandalizzati, dice: "Cosa dovevo fare, se lo Spirito è sceso per conto Suo? Chi sono io per porre impedimento a Dio? E Francesco con lui: chi sono io per giudicare il fratello?
Bisogna rivoluzionare la Chiesa. La Chiesa non funziona. La Chiesa è diventata un'istituzione (un pò tutte le Chiese....). C'è la dottrina umana, il catechismo, la teologia, il codice di diritto canonico, la scienza dei preti (paràdosis presbiteròn). Ma la Chiesa è vera soltanto se c'è lo Spirito Santo e noi! Se siamo solo noi, siamo del tutto fallimentari, ci facciamo deridere!